LA STORIA DELL’ABATE

La storia da mais in poi

Tutto risale al natale del 2000, quanto senza preavviso, è arrivata nella mia vita l’essere vivente più dolce del mondo: Romanza del Sogno Antico.
Chiaramente, come tutti i cani che entrano in una casa, è stata ribattezzata: il suo adesso è Mais.
Mais per il suo colore, ma anche per l’importanza che questa graminacea ha per l’uomo: la stessa che lei ha per me. Se io cercassi di spiegare il rapporto che è nato fra noi sarei sicuramente in grado di scrivere per ore intere e non è sicuramente questa la sede adatta ma vorrei viceversa spiegare cosa è nato tra me e i Golden.
Avrai già sicuramente letto testi illuminanti e visto foto spezzacuore ma fino a quanto una di queste meraviglie della natura non ti guarderà dritto negli occhi non potrai capire cosa vuol dire Golden.
Sono passati gli anni: di strada ne ho fatta tanta, ho studiato la razza, le caratteristiche morfologiche, il carattere e intanto l’amore cresceva. Con l’aiuto prezioso di allevatori esperti e veramente amanti della razza ho capito cosa sono le linee di sangue, quali sono le malattie ereditarie e cosa è bene per la loro salute.
Ho ancora tanto da imparare ma oggi posso dire di conoscere i Golden.
Mais non è più un punto di arrivo: lei si è rivelata la capostipite di quella che vorrei fosse una grande dinastia. Ecco quindi il mio primo impegno: desidero assolutamente conservare, anzi rafforzare il carattere dolce e sicuro, la salute di ferro, la capacità al lavoro di Mais.
Ma i Golden si sa sono come le ciliege, una tira l’altra ed ecco che, dopo soli 20 mesi dall’arrivo di Mais nella mia vita si è catapultata Crusca.
Come avevo già precedentemente sperimentato, quando uno di questi esseri meravigliosi ti guarda negli occhi va dritto al cuore: è così che ho deciso che né io né Mais avremmo potuto fare a meno di un’altra creatura bionda. Crusca, al secolo ”Thuaidh Paint the Sky With Stars”, per gli intimi Crucru è stata una nuova emozionante avventura che ha sicuramente contribuito ad ampliare la mia conoscenza su questa splendida razza.
Crusca è un cane travolgente: la sua allegria e la sua gioia di vivere sono a dir poco contagiosi,il suo trotto è veramente uno spettacolo e il suo portamento fiero ed elegante è un piacere per chi la osserva. Crusca ha la più naturale predisposizione ad interagire con il padrone tanto da farne la sua ragione di vita, ha una infinita dolcezza trasmessa dai suoi occhioni e dal desiderio di contatto fisico continuo ed inoltre ha una prestanza atletica che la porta ad affrontare tutte le attività “sportive” come la corsa e il nuoto con la inesauribile gioia di un cucciolo.
Crusca è l’incarnazione di quello che è diventato il mio credo: il golden retriever è veramente un cane meraviglioso e completo solo in cerca del giusto padrone.
Prima parlavo di ciliegie, io ho avuto la fortuna che sulla mia torta ne cadessero addirittura due….. Mais ha avuto una splendida cucciolata di nove piccole pesti e due sono rimaste con me.Sto parlando di Pannocchia e Natalina, per gli amici Panna e Nat.
Non è possibile spiegare cosa rappresentino all’interno della mia famiglia/branco, ti basti pensare che sono nate la notte di Natale……..
Panna non poteva avere nome più appropriato: una montagna di zucchero con due occhioni neri.Nat invece la copia della zia Crusca: una vita dedicata al dinamismo e allo sport.
Osservarle mentre affrontano le novità che la vita propone loro, mentre giocano o semplicemente mentre aspettano un biscotto con quell’aria scanzonata e sicura tipica dei cuccioloni che si sentono ormai grandi mi riporta a due personaggi che sicuramente conoscete molto bene: il gatto e la volpe…….
Credimi il mio ruolo a volte impone atteggiamenti da mamma educatrice ma inesorabilmente le due scavezzacollo fanno affiorare la figura di una nonna che adora viziare pur sapendo che a volte è un male. E’ così le soddisfazioni crescono e l’orgoglio per il lavoro fatto aumenta.
Ricordo ancora il distacco dalla prima cucciolata: una catastrofe……
Una tempesta di sentimenti tali da far dubitare se continuare o gettare la spugna.
E’ stato di grosso aiuto quanto mi disse una mia amica esperta allevatrice: “è un peccato non far innamorare altra gente di un golden retriever come è accaduto a te quando Mais è entrata nella tua vita”. Nei momenti difficili faccio tesoro di questa semplice verità e con rinnovato entusiasmo riparto.

Gli abati e la vita nei monasteri

Vorrei iniziare questo cammino spiegando il motivo che mi ha portato alla scelta di questo nome: I golden dell’Abate. Nell’etimologia di questa parola troviamo sicuramente la prima risposta. Abate dall’ebraico Abba ossia Padre. Ho scelto quindi l’Abate immaginandolo come il punto di riferimento in ogni situazione: la figura che sa guidare una famiglia.
A questo vanno poi aggiunti i riferimenti storici, a volte misti a leggenda, che questi uomini hanno costruito con le loro azioni. Non voglio entrare in disquisizioni storiche sicuramente infinite ma penso che sia indiscutibile che abbazie e monasteri siano stati per lunghi periodi, superando ogni tipo di difficoltà, vivi focolai di cultura.
Alcuni raggiunsero un’importanza eccezionale nella storia dell’arte e del sapere medioevale. Nei paesi occidentali incominciarono a sorgere verso il VI secolo, sottoposti specialmente alla regola benedettina, che prevedeva come scopi principali lo studio, il sapere e la coltivazione dei campi. Ecco dunque la figura dell’Abate: un uomo a capo di una collettività dove lo studio e il lavoro sono il centro di ogni attività .
Dovete ovviamente concedermi una piccola licenza, come potrete apprendere nelle notizie relative alle origini del Golden la creazione della razza è ampiamente successiva a quando il mio Abate é vissuto. Io ho sempre pensato che si chiamasse Abate Guglielmo e l’ho immaginato con il viso dolce e sicuro, le mani forti e generose, un sorriso infinito e rassicurante: espressione di grandi conoscenze e grande amore. Se chiudo gli occhi lo vedo chino su grandi volumi sino a tarda ora e sempre primo ad accogliere la luce del nuovo giorno.
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Filosofia dell’allevamento

Non ho mai avuto paura di studiare, di lavorare, di chiedere a chi è più esperto di me, sempre animata dalla ricerca di quel particolare piccolo o grande che fosse ma comunque in grado di farmi crescere.
L’Abate Guglielmo mi ha quindi ispirata, e ritengo mi abbia lasciato due insegnamenti importanti: una grande passione per il lavoro e una grande pazienza nell’attendere i risultati.
Il mio lavoro è iniziato nel natale 2000, sempre con rinnovato entusiasmo, procede quotidianamente.
La pazienza nell’attendere i risultati non mi abbandona mai anche se a volte è difficile mantenere i piedi per terra quando un mio cane dà l’ennesima dimostrazione dello splendido rapporto creato oppure quanto un cucciolo mi lascia per andare a vivere con la sua nuova famiglia.
Questa è la filosofia con cui desidero allevare: lavorare sodo per dare ai miei cani e ai loro cuccioli sempre il meglio e spero che nessuno sia dispiaciuto per l’orgoglio che provo nel farlo.
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Da Mais in poi….ad Oggi.

Sono trascorsi quasi 13 anni da quando Mais è entrata nel mio mondo, tante sono le cose che sono cambiate da allora nella nostra vita, dico nostra perche a lei si aggiunse nel 2002 Crusca e nel 2003 Panna (nata dalla sua\nostra prima cucciolata. Solo Mais poteva regalarmi la notte di Natale più magica che si possa immaginare, la sua 9’ e ultima cucciola nasceva alle 23,45 del 24 Dicembre).
Certo la nostra vita non era sterile di amore….nonostante le difficoltà che furono infinite, sia emotive che pratiche, per un triste divorzio…. Noi 4 ci bastavamo, l’importante era stare unite e complici.
L’amore in quella mansarda di Lungo Po Antonelli (dove abitammo fino a 2 anni e mezzo fa), era esplosivo e travolgente. Chiunque si avvicinasse a noi ne rimaneva ustionato, felicemente ustionato! Chiunque…
Gli anni sono passati, ho imparato tanto dalle esperienze che il quotidiano mi proponeva, le ragazze mi hanno insegnato tante cose, mi hanno insegnato a vivere nel modo più corretto, a guardare da prospettive differenti da quelle umane, mi hanno spiegato che se fossi stata un pò più come loro, avrei ‘letto’ meglio il linguaggio del mondo…Non giudicare, comprendere che un atteggiamento sbagliato deriva sempre da una difficoltà interiore, sorridere anche quando non sei in grado di farlo, amare senza aspettarsi di ricevere nulla in cambio, amare a prescindere, dare a prescindere. Difficile per noi umani, ma grazie a loro cerco ogni giorno di mettere in pratica questi insegnamenti, molte volte ci riesco a volte no.
Ci siamo divertite tantissimo nelle nostre passeggiate nei vari parchi di Torino e dintorni.
Siamo state e siamo ancora inseparabili; in ogni viaggio, programmato o improvvisato, come quello dove ci siamo messe in macchina con l’amica del cuore, e siamo partite per quel di Taormina per conoscere una nuova famiglia che chiedeva un nostro bimbo, o come quando 3 giorni prima di Pasqua di qualche anno fa, siamo andate ad Alghero per trascorrere solo 4 giorni (peraltro di continua pioggia)….e altre ancora…o Mon Dieu quanto ci siamo divertite!!!
Negli anni ci sono state cucciolate che mi hanno permesso di incontrare grandi cuori umani che sono entrati nel mio, sono stati accolti e scaldati, accuditi e amati e ancora, sono li!
Quando 3 anni fa Mais ha cominciato ad accusare qualche acciacco dovuto alla sua età, difficile era per lei salire quell’ultima rampa di scale che divideva la nostra calda mansarda dall’ascensore al piano inferiore, decisi che era arrivato il momento di sacrificare i miei riferimenti, ai quali ero legata, per permettere a Lei una dolce e serena vecchiaia.
Cercai per mesi sui siti di agenzie immobiliari, fino a quando trovai in affitto una porzione di cascina adatta a noi, la prima cosa che mi fece decidere, era il grosso salice in giardino…L’albero di Mais! Le avevo promesso, tempo fa, una casa con un grande e secolare albero, sotto il quale sdraiarsi per guardare chiunque fosse passato, e decidere come si suol fare in vecchiaia, chi avesse la ‘testa più grossa’. Credetemi, lo fa davvero!
Ho messo così nuovamente in gioco me stessa, nessun riferimento se non le mie tre ragazze, tante spese, tanta paura per una nuova vita, ma anche tanta forza che ha acceso la mia fantasia.
Il mio SOGNO si è avverato nel febbraio 2011, avevamo la nostra casina, dolce ed accogliente, con un giardino tutto nostro!
Da li a 3 mesi nasceva Semola. Poi si sono aggiunti alla famiglia Valentino e Caramella, che per motivi differenti sono tornati al nido. Valentino dopo 4 anni vissuti presso la Polizia a Cavallo, e Caramella dopo 2 anni vissuti in famiglia.
Non posso di certo dimenticare Pippi, soprannominata PippiPalla (non si divide mai dalla pallina, e il suo ciuccio), arrivata perché prenotata da Massimo, colui che è diventato mio marito, nel giugno 2013.
Il mio cuore è gonfio d’Amore, nonostante un brutto male che mi venne diagnosticato nel marzo 2013, un male che ho accolto con grande serenità perché accompagnata dall’amore infinito che mi circonda, quell’amore che mi sta facendo guarire, l’amore di mio fratello e la sua famiglia affetto che nel tempo è restato immutato, amore dimostrato dai genitori umani dei miei nipotini pelosi. L’Amore più grande, quello di Massimo che, nonostante sia così magro, ha due spalle enormi, spalle sulle quali si appoggiano le mie lacrime quando il dolore è grande ed insistente, lacrime che vengono cullate a tal punto che diventano lacrime di gioia, gioia per avere tutto ciò che posso desiderare.
Le mie ragazze Mais, Crusca, Panna, Caramella, Semola, Pippi e il principe di casa Valentino, loro sono i miei bambini, sono lembi della mia pelle. Mi incanto quando li guardo, nonostante la loro età mi sembra di vederli per la prima volta, mi innamoro di loro ogni giorno come il primo giorno in cui li ho visti. Un amore inspiegabile, che cerco di trasmettere a chi si affaccia dal mondo esterno alla mia Favola.
Ogni volta che una famiglia entra nella nostra dimora, mi travesto da Re, affinché essi possano sentirsi a loro volta Re e Regine di una vita di Magia.
Ogni volta che una cucciolata nasce io rinasco ed in seguito muoio ogni volta che un cucciolo lascia la mia casa.
Ma questa continuerà ad essere ‘La mia Favola, la mia Magia che non smetterò di condividere con voi!
Non smetterò mai di ringraziare le ragazze, che mi concedono di lasciare un segno su questa terra, talvolta troppo triste perché avara di sentimenti……

teresa
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