Mi chiamo Adriana, e mi piacciono i cani. Da sempre.
Il mio primo cane è arrivato a 18 anni. Si trattava di un cagnolino preso al canile. Ricordo l'incontenibile gioia che si prova a quell'età, quando, dopo anni di richieste, i genitori pronunciano il fatidico sì.
Il capitolo Golden incomincia molti anni dopo, con l'arrivo di Mirò, un orsetto dal pelo chiaro e un po' arruffato, con due occhietti scuri e profondi che, appena incontrato il mio sguardo, mi incantarono.
All'epoca non avevo esperienza né di cuccioli né tantomento di razze canine. Tenendo conto che nel 1999 il Golden Retriever non era ancora un cane diffuso, ho cominciato a studiare la razza attraverso i pochi libri che ne descrivevano le caratteristiche.
Mirò mi ha letteralmente cambiato la vita. Non solo per via del suo carattere esuberante e, coerentemente con il nome che gli avevo dato, molto creativo, ma soprattutto perché al tempo la sua compagnia mi aveva permesso di concepire il cane come un compagno di vita. Mirò era con me ovunque: casa, parco, ufficio, uscite serali e, più in generale, in tutti i posti che all’epoca ammettevano la presenza di un cane. Il Golden Retriever ha, naturalmente, un temperamento equilibrato e socievole, per cui non fu difficile adattarlo a queste situazioni.
Un pomeriggio, mentre passeggiavo con Mirò in pieno centro a Torino, mi si avvicinò una giovane e radiosa ragazza bruna con la sua goldenina di nome Mais. Teresa — questo è il nome della giovane donna — è diventata in assai poco tempo un riferimento importantissimo della mia vita, a tutt’oggi la nostra amicizia è un’emozione ancora intensa e allo stesso tempo delicata, che tento di proteggere nella profondità dell’anima.